I successori del Saccarelli

Alla morte del Saccarelli, la salma venne deposta nella piccola Chiesa della Sacra Famiglia nel borgo San Donato, dove ancora oggi è possibile vedere la pietra sepolcrale.

Il 23 gennaio 1864, il Municipio di Torino, con il Marchese di Rorà sindaco, decretò che venisse scolpita una lapide al Cimitero Monumentale della città, a memoria dei benefici compiuti, lo stesso gli dedicò poi una delle vie del Borgo San Donato.

Via Gaspare Saccarelli a Torino

Via Saccarelli a Torino

Lapide Cimitero di Gaspare Saccarelli

Lapide di Saccarelli

Paolo Bergher

Paolo Bergher

Il Saccarelli affidò la direzione dell’istituto a suo fratello maggiore per parte di madre, il canonico Paolo Bergher che, nonostante le persistenti difficoltà finanziarie, portò avanti l’impegno con la stessa dedizione del fondatore.
Con il R. Decr. 6 marzo 1864 il Governo lo nominò Direttore unico dell’Istituto e lo rimase per ben 24 anni.
Egli voleva ampliare l’importanza dell’istituzione iniziò con l’aumento dell’accoglienza sia per le giovani donne che per i bambini, ottenne che l’asilo venisse dichiarato Ente Morale con Regio Decreto del 10 marzo 1869.
Nel 1878 il Municipio di Torino approva un piano regolatore che prevedeva l’ingrandimento della località occidentale di Porta Susa.
Tale progetto avrebbe compromesso considerevolmente l’istituzione in quanto prevedeva l’attraversamento nell’istituto di una nuova arteria stradale -non più realizzata-, perché Bergher riuscì ad erigere, nel 1885, un nuovo edificio che avrebbe fronteggiato quella che, secondo il piano, sarebbe diventata piazza Cibrario.
L’impegno del Canonico fu senza riserve fino alla fine della sua vita quando sull’incrociarsi del Corso Re Umberto e Corso Vittorio Emanuele II fu colpito da apoplessia e dopo una breve agonia morì il 25 novembre del 1888.

Il Cavaliere Teologo Avvocato Canonico Paolo Bergher, prevedendo non lontana la sua fine, il 14 marzo del 1888, con testamento olografo, aveva nominato come successore il Rev. Can. E. Rosaz, che venne riconosciuto dal Governo Direttore unico, con Decreto del I° ottobre del 1889.

Anch’egli, come il precedente direttore, aveva come principio saldo il mantenimento del ruolo dell’istituto nel quartiere; infatti, dopo l’approvazione nello stesso anno di un nuovo piano regolatore che prevedeva nuovamente la creazione di un’arteria stradale (anche questa mai realizzata) che avrebbe attraversato l’istituto costringendolo al danneggiamento di alcuni locali della nuova fabbrica del 1885.

Il Rosaz deliberò di sopraelevare alcuni fabbricati, dando loro una forma più regolare e più adatta alla natura dell’Istituto.
Diede l’incarico di preparare il progetto delle nuove costruzioni e direzione dei lavori all’Ingegnere Paolo Saccarelli, nipote del Fondatore.
Con grande impegno e gratificazione, l’ingegnere poté in quel modo legare indissolubilmente il suo nome a quello dei benefattori mantenendo la memoria di una solida continuità.

I lavori iniziarono nel 1891 e proseguirono fino al 1900 concludendosi con la sopraelevazione della cappella, (link che porta alla chiesa) un giardino fiancheggiato da tre parti da fabbricati uniformi ed eleganti.
Un porticato percorreva tutto il perimetro e sorregge un terrazzo in corrispondenza del quale erano stati collocati i dormitori per le ragazze, l’asilo e la ricreazione.
L’asilo al pian terreno su due grandi aule ospitava oltre 300 bambini gestiti dalle suore del Cottolengo; un nuovo assetto dove si respirava un decoroso benessere che rivelava nettezza e disciplina.

Nel 1897 il Canonico Rosaz fu nominato Cavaliere del Mauriziano, il 23 gennaio dello stesso anno Monsignor Davide Riccardi fece visita all’istituto in occasione solenne per la presentazione del busto marmoreo in onore del teologo Gaspare Saccarelli ad opera dello scultore Tancredi Pozzi.

In quei tempi l’Istituto, come altre istituzioni di carità della città, godevano del sostegno della pubblica beneficenza.
Il Can. Rosaz riuscì a far fronte alle spese per le nuove costruzioni, per i nuovi arredamenti aumentando il numero delle ricoverate e dei bambini dell’asilo.

Da saggio amministratore, seppe gestire con parsimonia e attenzione dando all’istituto l’aspetto di modesta agiatezza, frutto di una carità illuminata e disinteressata, continuarono gli accompagnamenti funebri delle “verdine”, il lavoro del ricamo e cucito delle ragazze, proseguivano i tanti mestieri che il fondatore aveva già iniziato, frutto di ciò che s’impara nella scuola del Vangelo.

Busto di Gaspare Saccarelli

Busto di Saccarelli

Esposizione Generale Italiana

Esposizione Generale Italiana

L’abilità nel ricamo e cucito delle ragazze, già conosciuta, si trasformò in uno dei laboratori più pregiati della città, parteciparono all’Esposizione Generale di Torino del 1898, furono premiate con la medaglia d’oro ed il diploma per i ricami con fili d’oro.

Nella sezione didattica dell’Esposizione generale del 1898, l’Istituto della Sacra Famiglia ricevette una medaglia d’oro per la sapiente organizzazione e l’indiscutibile vantaggio che arreca alla società.

Ulteriori ampliamenti del complesso furono nel 1913.

Dal 1914 al 1986 la direzione interna dell’istituto fu affidata alle Suore Terziarie di San Francesco, ordine fondato da Mons. Rosaz a Susa. Durante la gestione con le Suore Terziarie di San Francesco l’istituto ha continuato la missione di accoglienza estesa anche ad orfane provenienti da altre regioni d’Italia.
La Famiglia Reale dei Savoia continuò a mantenere viva la presenza presso l’istituto con visite periodiche regalando momenti speciali alle ragazze, sicuramente eventi vissuti con forti emozioni, attesa e gratitudine.